• Il Progetto Satiriasi

    Satiriasi nasce nel 2009 da un'idea di Filippo Giardina, che sentendo l'esigenza di una satira adulta, cinica e dissacrante ha chiamato a raccolta un collettivo di professionisti della comicità, per dare vita a spettacoli di stand up comedy V.M.18.
    Un punto di vista diverso rispetto alla consunta comicità italiana degli ultimi vent'anni, ha generato monologhi ferocemente divertenti su temi controversi quali pornografia, religione, incesto, cancro, alcolismo, tossicodipendenza, depressione, taglio e cucito.
    Da novembre 2012 partirà la quarta stagione, che darà luogo, come nelle passate edizioni, a dieci serate nelle quali i comedian si alternerneranno sul palco della Locanda Atlantide (Roma), proponendo monologhi inediti della durata di circa dieci minuti.
    Ogni monologo cercherà di mantenersi fedele alle regole del manifesto di Satiriasi.
    L'esperienza di questi anni, ha portato e continuerà portare, ogni singolo comedian a produrre individualmente spettacoli di stand up comedy, che dal palco di Satiriasi stanno inesorabilmente infettando la sedicente parte sana di questo nostro bigotto belpaese.

  • Foto e Video di Satiriasi

  • CHE COS'E' LA STAND-UP COMEDY?

    La stand-up comedy è l'espressione massima dell'artificio retorico unito al flusso di coscienza. I comedian vengono messi davanti ad un microfono, senza inutili scenografie e costumi aggiuntivi e denudati della quarta parete, che, nel teatro tradizionale, separa virtualmente lo spettatore da ciò che succede sul palco. La sospensione del dubbio lascia il posto al dubbio vero e proprio, con il nobile fine, spesso dimenticato, di evitare di prendersi troppo sul serio.
    La diffusione maggiore di tale arte si ha, al giorno d'oggi, nei paesi anglofoni, dove una tradizione quasi secolare permette quotidianamente a perfetti sconosciuti di esibirsi in club, pub e palchi, per testare l'efficacia della propria arguzia davanti ad un pubblico adulto, preparato ed esigente. I temi trattati sono quelli classici della comicità, dall'umorismo osservazionale alla satira più impegnata, con duemila anni di storia alle spalle, tutti contro il potere.
    Mascheramenti e tormentoni non funzionano dato che raramente si ha la possibilità di accedere a milioni di spettatori in un solo colpo e di tornare sul luogo del delitto per bombardarli con facili ritornelli.
    Al contrario è richiesto, e necessario, spingere sempre un po' più in là il materiale trattato e la provocazione che ne deriva per non peccare di scarsa originalità ed evolvere l'approccio a temi scottanti ed ipocriti tabù.
    Partecipare ad uno spettacolo di satira stand-up, fatta come si deve, permette di prendere parte al processo di innalzamento degli standard culturali, dal momento che la comicità consapevole emerge e cresce meglio in civiltà socialmente e culturalmente tanto complesse quanto complicate, sulla via del declino, sature di parole e immaginari sprecati. L'Italia di oggi sembra, quindi, pronta a questo, con buona pace dei confortanti e rassicuranti comici che evitano di pestare i piedi ai poteri forti e sviscerare gli argomenti bollenti.
    Si ride e si pensa insieme, presi dal ritmo magico del canovaccio teatrale, bilanciato dalle oscenità tipiche della sublimazione artistica.
    Gli spettacoli, come spesso capita, sono dichiaratamente vietati ai minori, per sottendere la necessità di spettatori adulti, motivati, partecipi e complici.
    Come succede per la musica, tutti possono accedere all'arte della comicità: entrambe sono spontanee, indispensabili e rivelatrici, si canticchia e si ride giornalmente senza farci troppo caso. E, proprio come per la musica, si possono smussare i gusti e ricercare risate più raffinate e più adatte ai tempi ed i contesti.
    In estrema sintesi la Stand-up comedy è un discorso coerente e dissacrante, filtrato da un punto di vista nudo, pensato e studiato per ridere su tutto e tutti, insultando solo i pregiudizi.

  • Satiriasi - Stand Up Comedy

    Premesso che siamo umoristi, comici e comunque abbiamo scelto, per esprimerci, la strada della risata.
    Premesso che abbiamo dentro l'urgenza di "dire qualcosa" ma proprio perché siamo professionisti non possiamo farlo da "pubblico" ma dobbiamo farlo da persone che stanno al di qua del palco.
    Premesso che siamo persone che si ritengono intelligenti e dotate di buon senso, proprio per questo dobbiamo dimostrarlo con i fatti.

    1) La risata è il mezzo e non il fine.
    2) Niente travestimenti, si entra col proprio nome e cognome un asta un microfono e il proprio bagaglio di vissuto.
    3) La libertà è assoluta ma non sono permessi pezzi che ispirino forme di violenza intolleranza o razzismo.
    4) Non è uno spettacolo di cabaret.
    5) Il pubblico può essere coinvolto all'interno di un pezzo ma deve rappresentare una parte accessoria - Qualora fosse una parte fondante va giustificato in maniera chiara.
    6) Non si fanno comizi politici. Se in un pezzo non si ride (o comunque non c'è l'intento comico) il servizio di satira viene a mancare.
    7) Non si fanno giochi di parole a meno che non siano frutto di uno studio tale da giustificarne il senso.
    8) Bisogna sforzarsi di proporre pezzi originali, ci repelle la baggianata: "ormai è stato gia' detto tutto" ( tutto quello che è stato già detto può essere ridetto, ribadito e migliorato).
    9) Non tutti i milanesi corrono, non tutti i romani sono cafoni non tutti i napoletani sono furbi, non tutte le suocere sono cattive.
    10) Maria De Filippi è mascolina, Rocco Siffredi ce l'ha grosso ma a noi non interessa.
    11) Per i temi trattati e il linguaggio utilizzato i nostri spettacoli si rivolgono a un pubblico adulto.
    12) Il populismo e il parlare alla pancia delle persone creano grasse risate e facili consensi ma uccidono la qualità dello spettacolo.
    13) La satira è intelligente chi la fa non sempre.
    14) La satira necessita di punti di vista, per questo motivo ognuno di noi è autore dei propri testi.
    15) Se il pubblico è già d'accordo con quello che stai per dire forse non c'è bisogno che tu lo dica.

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DATE SATIRIASI

Filippo Giardina

Sono un comico, attore, autore, co-regista di un film, cantante di tre canzoni, buon giocatore di biliardo e tresette.
A vent'anni comincio l'avventura cabarettistica con un trio, copiando pezzi celebri e bevendo fiumi di birra per sedare l'ansia. Mi rifugio allora nel mondo dissoluto dei villaggi turistici, alternando spettacoli teatrali a tornei di biliardo e tresette.
Dopo aver lambito la dipendenza da qualsiasi sostanza potesse sedare le mie angosce, decido di trasferire le mie ossessioni al teatro. Mi diplomo al conservatorio teatrale di Giovan Battista Diotajuti e comincio a fare l'attore.
Molti spettacoli, alcuni brutti e sottopagati. La disperazione mi avvicina alla scrittura comica e rimango folgorato dal mondo della stand up comedy. Mi esibisco in teatri, balere, piazze, pizzerie, sagre, matrimoni, programmi tv da quattro soldi e festival truccati, cercando di fare satira laddove sembrava impossibile. Ed effettivamente lo era, lo è, ma tutt'ora è il mio mestiere.
Scrivo un libro di poesie di umorismo gastronomico. In totale spregio del profitto, mi chiudo in una cantina per due anni con Mauro Fratini per "Non Rassegnata Stampa" , la resistenza della satira libera in italia. 207 puntate, le sit-com "Preti" e "Le Pippe", un discorso alla nazione e una 24 ore in diretta web ricostruendo un anno di storia in chiave satirica. La depressione non si placa e con Alfredo De Marco scrivo interpreto e dirigo il mio primo lungometraggio "Successo in 100mq", un film marcio e disturbato. Per lanciare il film nasce "100mq la prima trasmissione su facebook" 13 puntate per raccontare 15 mesi di lavoro in un film di 78 minuti a costo zero.
Dilaniato dal mondo circostante, scrivo e canto la ballata di protesta "In Italia la cultura non è più una cosa seria" e le canzoni rap "La Rivoluzione Pacifica" e "Vita di M".
Oggi porto in giro per l'Italia il mio quinto monologo comico "Bolle di Sapone: esistenzialismo satirico da 4 soldi", respiro con più calma, mi agito un po' meno e concentro le mie nevrosi in "Satiriasi-Stand-up comedy".

www.filippogiardina.com

Pietro Sparacino

Pietro Sparacino nasce il 5 dicembre dell'82 e da allora non ha smesso un attimo di respirare.
Da dieci anni orbita nel mondo della comicità e nel 2008 partecipa a Colorado Cafè in onda su Italia1.
Il punto massimo della sua carriera secondo qualcuno.
Il punto più basso secondo se stesso.
Gira l'Italia facendo il simpatico in locali, bettole, piazze e piazzacce dello stivale.
Ride anche quando non c'è un cazzo da ridere.
Il marchio del buon comico, secondo gli altri.
La schizofrenia, secondo se stesso.
Fidandosi delle persone sbagliate, Pietro entra a far parte di SATIRIASI, un collettivo comico-satirico-maniaco compulsivo, un gruppo di squilibrati all'interno del quale cerca il suo personale equilibrio.
Comincia così il percorso della Stand Up comedy vietata ai minori di diciotto anni.
La mattina insegna teatro ai bambini e la sera fa spettacoli che i suoi allievi non potrenno né vedere né tantomeno sentire.
Nel 2009 il suo primo monologo da Comedian, "IO HO PAURA", le paure vere o presunte che ci impongono, come la puara di incontrare un estraneo che ci da caramelle con la droga.
Da piccolo temi di incontrarne uno, da grande lo cerchi diperatamente.
Nel 2011 è la volta di "UMORI MOLESTI", in scena al Teatro dei Satiri, uno dei teatri di riferimento della comicità capitolina e in tour per l'Italia.
Razzismo, manifestazioni, crisi e politica, sesso e religione, uno spettacolo molesto.
E nel 2012 torna in scena con il suo ultimo lavoro satirico, "TRA ME E ME, sono schizofrenico ma stiamo guarendo".
é certo che fidandosi delle persone sbagliate, Pietro non andrà mai più in televisione.
La condanna più grande, secondo alcuni.
Il sigillo della purificazione, secondo se stesso.

www.pietrosparacino.it

Francesco De Carlo

Ha frequentato l'Accademia del Comico, dove ha potuto coltivare la sua inesauribile passione per la satira politica e il teatro comico.
Folgorante la scoperta dello stand up comedy, che gli ha permesso di conoscere veri e propri monumenti della nostra civiltà  e di convivere felicemente con la sua ernia del disco L5-S1. O quasi.
Nella sua vita precedente si è occupato di giornalismo e comunicazione, lavorando per riviste, radio, testate web ed enti istituzionali.

www.francescodecarlo.it

Saverio Raimondo

Saverio Raimondo è nato il 20 gennaio 1984, proprio il giorno del suo compleanno: una buffa coincidenza che lo ha consacrato al comico.
Da anni è impegnato a vivere una vita tratta dalla sua biografia non autorizzata.
E' basso, e questo status gli conferisce profondità quando è in erezione.
A proposito di satira e comicità, dice: "La comicità è scivolare su una buccia di banana, la satira è scivolare su un preservativo usato. Fanno ridere entrambe, ma nel secondo caso fa più schifo."

www.raimondoshow.ilcannocchiale.it

Mauro Fratini

Non credo sia possibile capire esattamente il perché si fanno e si dicono tante cose nella vita di tutti i giorni.
Spesso siamo ottimi protagonisti in vicende delle quali non abbiamo nessun interesse.
Spesso non riusciamo ad avere neanche una comparsata in vicende che reputiamo vitali per il nostro equilibrio psicofisico.
La satira ci obbliga a precisare , a cercare le parole giuste, i toni appropriati, i silenzi, le pause necessarie per rendere e comunicare un'idea, magari sbagliata, che gira nella nostra testa e ci libera, almeno per un attimo, dall'insensatezza, dalla decadenza, dalla vigliaccheria.
La "verità" del satiro si contrappone alle rigidità delle regole, dei pregiudizi, dei simboli, delle funzioni...e sfida sprezzante i pieni di se...i pieni di certezze...i pieni di vuoto.
Ogni volta che al satiro riesce l'impresa di afferrare un briciolo d'intelligenza e a rilanciarlo al suo pubblico, avviene il miracolo della risata. Incontenibile manifestazione di umana condivisione.
Dopo due anni di NonRassegnataStampa, tre anni di Satiriasi... possiamo senz'altro dire..."siamo i migliori, senza se e senza ma" ... anche se lo sanno in pochi!
La quarta stagione di Satiriasi sarà memorabile!

www.maurofratini.it

Velia Lalli

Salutista e divoratrice di merendine cancerogene, romantica e munita di preservativi in borsetta, rispettosa e portata per la rissa nel traffico, Velia Lalli si adopera ogni giorno affinché il suo patrimonio genetico non venga tramandato.
Trascorre gli anni che le restano da vivere, scrivendo ed interpretando monologhi comici in cui non mancano l'ironia, il sarcasmo, e quel pizzico di brioso catastrofismo attraverso cui empatizza con la miseria umana.
Potremmo dire, in sintesi, che nella sua espressione comica è esattamente come nella vita: tanto simpatica quanto stronza.

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Giorgio Montanini

Da un comico ci si aspetterebbe una biografia comica. E invece no. Tutta la mia trafila sarà didascalica e noiosa, come giustamente dev'essere una biografia.

Sono nato nel '77, per caso, mia madre ha deciso fino all'ultimo se tenermi o no, la decisione la conoscete tutti. Non è uno scherzo, è la verità.
Cresco all'interno della classica famiglia proletaria, tanti figli pochi soldi.
Nato in prossimità del Natale ricordo la tremenda ingiustizia di ricevere un solo regalo cumulativo (Compleanno e Natale), con la classica scusa beffarda "ma il tuo regalo è più grande". Non era vero, era uguale e me ne beccavo solo uno. A otto anni, per ripicca, scappo di casa. Mi ritrovano quasi dopo 12 ore. Quell'anno ricevo due regali. Non è uno scherzo, è la verità.

Da bambino trovo di gran lunga più divertente rompere cabine telefoniche e arrampicarmi sui tralicci dell'alta tensione piuttosto che andare al catechismo. Non faccio né la comunione né la cresima, non per coscienza, per irrequietezza. Non è uno scherzo, è la verità.

Pessimo studente all'ITIS, mi diplomo dopo sette anni come perito chimico senza mai aver comprato un libro di chimica. In laboratorio tentai di costruire una bomba artigianale, fu l'unico contributo che diedi. Non è uno scherzo, è la verità.

Mi laureo in Scienze della Comunicazione di Impresa e Marketing con una tesi sul cinema di genere anni '70 e i rapporti con il cinema di Quentin Tarantino. Il relatore mi chiede "Che c'entra 'sta tesi?" Non è uno scherzo, è la verità.

Appena laureato, a ventisette anni, lascio tutto e inizio a fare l'attore. Mia madre non mi parla per due mesi e un po' si pente della scelta fatta nel '77. Non è uno scherzo, è la verità.
Primo provino della mia vita per L'Edipo Re di Sofocle, Regia Franco Branciaroli. Mi prendono. Non è uno scherzo, è la verità.

Denuncio la produzione perché non mi ha pagato la metà di un anno di contratto. Vinco la causa. Non è uno scherzo, è la verità.

Attore di improvvisazione con Improvvivo e la Lega Italiana Improvvisazione Teatrale, doppiatore della versione italiana di alcuni videogiochi, protagonista di un paio di film e di tanti cortometraggi, trovo pure il tempo per fare un paio di fiction su Rai 1 e su Canale 5 e mi sfondo le palle con seminari di recitazione di tutti i tipi. Poi, come per l'Università, mi annoio e mollo tutto per fare il comico. Non è uno scherzo, è la verità.

Da comico partecipo alla trasmissione comica Zona Cabaret, a diversi spettacoli teatrali, vinco il festival "Cabaret Amore Mio", mi danno il Sarchiapone al premio Walter Chiari (non so ancora bene perché), ogni anno sfioro Zelig, Colorado o una trasmissione nuova sulla Rai, ma alla fine resto sempre a casa. Giro in locali di tutti i tipi con il mio spettacolo da monologhista, partecipo ad Ottovolante su Radio Due e, in qualità di comico al Musicultura Tour con Paola Turci. Nel 2011 ho debuttato con il mio primo spettacolo da stand up commedian, "NIBIRU". Nel 2012 è uscito il secondo "Un uomo qualunque". Nell'attesa mi esibisco a Roma all'interno di "SATIRIASI", primo esperimento in Italia di stand up comedy. Satira ferocissima e vietata ai minori di 18 anni. Non è uno scherzo, è la verità.

...e mi piace da morire Claudio Baglioni! Stavolta scherzo!!!

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